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martedì 12 aprile 2016

Vivere al mare

Vivere al mare significa poter aprire le finestre al nuovo giorno e respirare un magnifico odore salmastro.

Vivere al mare significa tornare a casa e riposare gli occhi sulla linea dell'orizzonte.

Significa uscire di casa, attraversare la strada, andare in spiaggia, che sia estate, o inverno, e farsi guarire lo spirito dalle sue maree e dai sui ritmi.



Io credo che questo mare guarisca.
Spesso, parlando, mi e' stato detto che esistono spiagge piu' belle nel sud della Nuova Zelanda, che la Grecia e' meglio, che qui non si possono mettere i costumini carini e non ci sono gli ombrelloni.

Eppure ho imparato ad amare questa baia solitaria, dominata continuamente dalla marea, dalla luna e dal fango.

Se immagino un luogo dove poter andarsene in pace, e' questo.


domenica 3 aprile 2016

Un nuovo significato di Pasqua

Pur essendo agnostica, non riesco a ignorare la Pasqua. Mi ricordo i festeggiamenti italiani, l'odore della cera bruciata delle candele in chiesa, il legno lucido delle panche, l'acqua benedetta che era sempre fresca. La Pasqua e' un momento per raccogliermi.
Il Venerdì Santo appena passato c'era un bel silenzio nell'aria, e dopo pranzo abbiamo deciso di percorrere a piedi tutta la penisola, cosa che volevamo fare da tanto tempo.
Sono circa 6 km, e dal promontorio il vulcano e' magnifico. E stata una passeggiata davvero da ricordare, era tutto giusto. Ci siamo portati dietro Luna che devo dire si e' comportata benissimo. Abbiamo scoperto tante scorciatoie segrete, e ci siamo comprati un bel gelato.
Voi siete stati bene? E' cambiato qualcosa nelle vostre vite? Immagino che la primavera sia alle porte in Italia. Qui invece l'autunno tarda ad arrivare. L'aria e' ancora tiepida. 
E il vento continua a soffiare.

domenica 8 novembre 2015

Panettone con la Macchina del Pane

Ho pensato di scrivere questa ricetta, visto che e' il frutto di un paio di mesi di prove e finalmente la giudico davvero gradevole. Volevo realizzare un panettone facile ma che racchiudesse la fragranza e il sapore del natale italiano. Pero' senza lievitino, tripla lievitazione, stampo in carta e raffreddamento capovolto. Ho deciso di non affrontare quel percorso.
La mia ricetta rappresenta una via di mezzo che chiunque puo' fare con risultati eccellenti. Ovviamente se abitate in Italia il sapore di questo panettone casalingo potrebbe sembrarvi non adeguato, in fondo potete acquistarlo gia' pronto a prezzi irrisori. Sapete che un panettone a Auckland costa sui 60 dollari?
Sono molto orgogliosa della mia ricerca. Finalmente tutte le dosi sono ben bilanciate. Grazie a mia figlia e mio marito per i feedback, per aver mangiato un panettone secco, uno troppo burroso e così via, senza lamentarsi mai fino al risultato di ieri.

Ingredienti e Procedimento
*per panettone con macchina del pane

80ml di acqua a temperatura ambiente
1 teaspoon di lievito istantaneo 
3 tablespoon di zucchero
2 cup di farina 00 
1 uovo e 1 tuorlo
40 gr di burro sciolto
la buccia di un limone e di un'arancia
il succo di un'arancia media
1 tablespoon di canditi
70 grammi di uvetta sultanina
1 bustina di vanillina
1 pizzico di sale

1. versare nel cestello della macchina del pane l'acqua, il lievito e il pizzico di zucchero e aspettare 5 minuti per far attivare la miscela.






2. aggiungere in quest'ordine farina setacciata, zucchero, vanillina, buccia d'arancia e di limone, succo d'arancia e per ultimo il burro sciolto e raffreddato.





3. Impostare il programma sweet breads con doratura leggera
4. Il timer vi avvisera' che e' arrivato il momento di aggiungere le uvette (precedentemente ammollate in acqua tiepida) e i canditi.
L'altezza e' quella che e', ma e' molto soffice, e il gusto e' proprio quello giusto.