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martedì 21 ottobre 2014

#Indietro nel tempo - Il primo weekend: "Facciamo una passeggiata?"

Ecco come sarete ridotti accettando un invito di mio marito. Mentre io calcolo tempistiche, meteo, distanza, mestieri, pranzo e cena, resistenza di mia figlia alla fatica, percorso in auto ecc. lui se ne esce placido con proposte trekking camuffate come innocenti giretti...
Qui in Nuova Zelanda me l'ha combinata grossa 5 o 6 volte e ora col cavolo che ci ricasco :) Comunque, il sabato appena arrivate, giusto 3 giorni di viaggio, il fuso orario, lo shock, se n'e' uscito bel bello con la solita frase innocente:

- Facciamo una passeggiata?
- Dove amore?
- Qui sotto alla spiaggia.
- Ma e' lontana?
- No... due passi.

Metto l'impermeabile milanese, degli scarponcini col pelo, niente cappello... tanto era una passeggiata, no? Sembravo un pagliaccio. Erano tutti vestiti sportivi...
Appunto... allora cominciamo con il vento a 40km orari che vi assicuro e' fortissimo. (Gia' lo guardavo male). Poi un'altra delle sue domande:

Facciamo le scale o i parchetti?

Parchetti??? Scale???? Intendi questa cosa verde che si estende per km a vista d'occhio senza un'anima viva sotto il sole o questi trecento gradini a picco sul mare amore?
Siamo andati per i "parchetti"...

MacLeans Park

Mezz'ora cosi'... la spiaggia sembrava continuare ad allontanarsi, e io vestita di tutto punto pronta per Corso Vittorio Emanuele... comunque lo spettacolo era mozzafiato...
Poi siamo arrivati alla spiaggia, selvaggia e pulitissima... solo la natura intorno a noi...
Arrancavo dietro mio marito e mia figlia mentre i piedi mi andavano a fuoco per colpa degli scarponcini pelosi...

Bucklands Beach

Alla fine, per tornare a casa, mi ha fatto fare i trecento gradini in salita.
Sembravo la strega delle Lande di Miyazaki... un giorno faccio la foto a quelle scale...
E prima o poi gli restituiro' il favore :)

La strega delle Lande dopo la scalinata :)


domenica 19 ottobre 2014

#Indietro nel tempo - La prima casa


Non mi ricordo niente della strada aeroporto-Bucklands Beach. Solo le palme che si muovevano al vento e l'aria che entrava dal finestrino. Praticamente non dormivo da due giorni e credo che la mia povera testa fosse andata in vacanza :)
Mi sono ripresa quando ho sentito dire: "E' questa!"
Eccola li'... la casetta in cui poi saremmo stati un anno e mezzo. Questa foto l'ho scattata l'ultimo giorno in cui ci abbiamo vissuto. L'ho curata con amore, e pulita, pulita, pulita... non ho mai pulito cosi' tanto!
I precedenti inquilini l'avevano lasciata in pessime condizioni, ma sono felice di tutta la fatica che ho fatto, perche' quando abbiamo ridato le chiavi i proprietari erano increduli. Da casa abbandonata e bistrattata era diventata un nido accogliente. Questa e' una delle qualita' di noi italiani... dateci un posto e lo riempiamo di calore, di cucina, di fiori e piante senza quasi spendere un centesimo.
Se penso che i nuovi inquilini hanno tagliato questo albero dai fiori viola e sradicato il nostro orto... (con patate, insalatina fresca, lavanda, erbe aromatiche, pomodori, tulipani e narcisi...). Il problema e' che per molte persone qui, le calle e alcuni alberi sono considerati infestanti, perche' la natura esplode, quindi non si fanno troppi problemi a tagliare piante per noi preziosissime!


Ho tanti ricordi di bei momenti passati insieme. 
Ricordo con affetto quando abbiamo arrostito i primi marshmallows. 
I nostri barbecue estivi. 
Il profumo intenso e dolciastro di fiori tropicali la mattina. 
L'odore salmastro che invade l'aria prima della pioggia.
Il capanno degli attrezzi, l'albero di pompelmi...
I gabbiani, il Tui che cantava ogni mattina, il riccio nell'orto.

:)

giovedì 16 ottobre 2014

#Indietro nel tempo - L' arrivo ad Aotearoa

Tanto e' stato difficile e faticoso il viaggio di andata quanto invece e' stato semplice e pieno di felicita' il nostro arrivo.
Ci siamo affacciati timidamente fuori dall'aereo sconvolti di fatica: erano le 6 di sera, c'era profumo di erba e vento, un sole tiepido, una luce gentile e bianca. Mi sentivo arrivata nella terra promessa.

E un po' era cosi' in fondo... perche' chi atterra a Auckland non atterra in un aeroporto ordinario.
Ogni visitatore internazionale attraversa un portale spirituale Maori, il Tomokanga, una struttura in legno intagliata che simboleggia il passare dal regno oscuro (per i Maori il mondo esterno) a quello della vera vita, il mondo spirituale.



Insomma... capite perche' la Nuova Zelanda? Che luogo straordinario...!
E questo inizio! Quando ho passato il Tomokanga mi sono sentita il cuore liberato dal macigno che mi portavo dietro da non so quanto.
Lasciavo dietro di me tante cose che non volevo ricordare. Lasciavo dietro di me la rabbia, il dispiacere, la frustrazione di una vita che non riuscivo a comprendere, tutte le porte in faccia che avevo ricevuto, le parole che mi avevano fatto tanto male.
Lasciavo quella corsa al consumismo che mi stava distruggendo. Dicevo addio alla ragazza che avevo guardato allo specchio prima di partire.
Ero rinata? Forse.

Ma non vi preoccupate... il processo di trasformazione di un essere umano non e' immediato.
Di stupidi errori ne avrei fatti ancora, e anche grandi, e tanti.
Perche' non basta attraversare questo portale. Non basta dire: mi lascio tutto alle spalle. Bisogna comprendere che per cambiare se stessi e la propria vita ci vuole tempo, nobili esempi che ti guidano, ispirazioni, la forza del quotidiano, tanto amore da dare, nessuna traccia di egoismo.
Ed io sono ancora su una piccola zattera instabile.


Hareruia e' il mio benvenuto virtuale a voi che mi leggete.
Spero possa arrivare fino a tutti voi la profondita' spirituale di questa terra lontana.