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giovedì 13 agosto 2015

The Kids Sing 2015

Anche quest'anno sono stata di supporto al gruppo scolastico del Coro. 
E' stato molto bello, come la volta precedente.
Dall'autobus mi emoziona ogni volta vedere la Sky Tower sfrecciare nel cielo, dicendo sfacciata: sei a Auckland City.
Spesso chi vede foto di Auckland dall'Italia mi dice che e' orrenda, che e' un'edificio inutile, ma nessuno immagina che i Maori l'hanno inaugurata, che di sera cambia continuamente colore, che e' imponente, e si slancia elegante dalla Big Little City. 

Arrivati alla Town Hall mi stupisce l'attenzione alla sicurezza. Fuori dal Teatro ci sono sempre due persone dello staff che controllano gli studenti che arrivano e si assicurano che i gruppi non si disperdano. Gli insegnanti sono molto attenti, e non so perche' ma in Nuova Zelanda c'e' molta attenzione al benessere personale, quindi vengono fatte togliere le giacche della divisa se fa troppo caldo, si e' molto attenti alla posizione degli zaini, e cio' che piu' rispetto e' che non alzano mai la voce. Mai. 


L'anno scorso ero di controllo nella sala, quest'anno nell'ala interna prima della performance. Non ho fatto molto, giusto tenere d'occhio le ragazze.
Prima della performance veniva spiegato come disporsi sul palco, e vi assicuro che non e' affatto semplice quando il coro e' composto da 99 studenti.
Quello che vorrei comunicarvi, e raccontarvi, e' che non si tratta di un saggio scolastico superficialotto per accontentare i genitori. Qui le Corali vengono considerate molto importanti e si studia tutto l'anno per questo concorso.



Ed infine, eccoli. Sono stati davvero molto bravi, tutti i gruppi. 
I miei preferiti sono i College solo maschili o solo femminili, perche' l'ensemble e' omogeneo, e mi sembra sentire voci angeliche, che mi trasportano lontano, dove ogni cosa e' pura.
Vi lascio il link in cui si vedono meglio le foto.
New Zealand Choral Federation

martedì 11 agosto 2015

Yams neozelandesi

Questi tuberi chiamati anche red oca mi hanno sempre lasciata perplessa. La loro forma e' davvero infelice... essendo invernali me le sono comprata al mercato cinese per dar loro una chance.
So che sono originarie del Peru' ma molto apprezzate e coltivate in Nuova Zelanda.
Ho voluto arrostirle. Le ho sbollentate 5 minuti per togliere l'amaro, poi le ho tagliate a meta', le ho insaporite in una ciotola con olio extra vergine, sale e paprika e cotte per 45' a 200 gradi.

Verdetto? Non mi sono piaciute molto... hanno una sfumatura amarognola davvero spiacevole, una forma inquietante e non reggono il confronto con le patate kumara che sono squisite.

Voto 6-

mercoledì 5 agosto 2015

Commissioni ad Howick e Cafè Paris

Stiamo preparando una marea di documenti per l'estensione del Visto e spesso andiamo all'ufficio postale di Howick.
La via che attraversa il paese, Picton Street, termina al cimitero, affacciato sul mare.
Mi piace immaginarla quando era sterrata.
Ho trovato nel web questa foto d'epoca, e a parte l'asfalto e la carrozza non e' cosi' diversa! Le case sono ancora in legno, non ci sono palazzi alti, e l'impronta inglese e' veramente forte.
Vi metto un'altra foto di come e' oggi, sempre presa dal web ;) giusto per immaginarla.

PICTON STREET nel 1915
OGGI :)

In posta ci hanno accolto cosi': " Good Morning we are very sorry for keeping you waiting, thank you for your patience, what can we do for you?" 
Vedete, due italiani, che in posta a Milano ne hanno passate di ore, rimangono a bocca aperta... e così siamo rimasti io e Roby, ci siamo guardati... e abbiamo sorriso con un velo di lacrime. Senza inutili ipocrisie che spesso ahime' leggo, bisogna capire che la scortesia dilagante in Italia, sebbene non fosse la regola, era all'ordine del giorno per noi, e probabilmente ci amareggiava lentamente, togliendoci sempre piu' serenita'... ma non ho molta voglia di ricordarlo. 

CAFE' PARIS - Picton Street, Howick
Dopo la fatica emotiva della spedizione di un plico enorme di documenti per rimanere in Nuova Zelanda (non vi dico quanto bisogna dimostrare...) ho chiesto a Roberto di portarmi a bere un caffe' in un posticino che addocchiavo da mesi, il Cafe' Paris.
Mi e' sembrato un pezzo di Europa... c'era persino un sentore di "vecchio" che non percepivo da tempo!
Era un po' un pot pourri di elementi non totalmente francesi, ma sono riusciti a creare un ambiente molto diverso dai locali neozelandesi, compresi i tavolini in marmo e le piastrelle in cotto.
Ci siamo goduti pochi minuti prima della giornata lavorativa con il cuore sollevato dagli impegni dell'ultimo mese, una sensazione che ripaga le fatiche fatte. Ora spetta all'Immigrazione Neozelandese decidere quanto estendere il nostro Visto. Buona fortuna a noi!

Il cappuccino era delizioso