mercoledì 29 ottobre 2014

Karekare

Quando ho visto "The Piano", ed e' stato 21 anni fa, io sapevo che un giorno sarei stata su quella spiaggia. 
Karekare e' conosciuta da noi europei come la spiaggia di Lezioni di Piano, ma qui non e' così. E' ancora isolata e selvaggia per merito della strettissima strada per raggiungerla.
Non e' solo una spiaggia famosa meta di surfisti, pittori e turisti... quest'immensa distesa di sabbia nera si e' formata milioni di anni fa, dopo le attivita' vulcaniche dell'era terziaria. 
Insomma... su questa spiaggia sono approdati centinaia di anni fa i polinesiani, e immagino il freddo che potevano aver avuto, o i loro occhi alla vista dei Waitakere Ranges, la foresta che vi si estende alle sue spalle per chilometri e chilometri.
Avevamo scelto una giornata nuvolosa ma tiepida, era primavera, il 17 novembre 2013. Picnic e acqua in abbondanza, vestiti comodi. Dista circa 1h e 30 da dove abitiamo, ma la difficolta' e' stata arrivare nei Waitakere Ranges, dove anche un guidatore calmo ed esperto come mio marito si e' dovuto impegnare. La strada(la strettoia... il corridoio?) che scende per Karekare e' a dir poco terrificante. Forse questo scoraggia molte persone... noi ci siamo trovati, ormai eravamo lì e la macchina si e' lanciata in picchiata nel baratro.
La cosa ridicola e' che non si vedeva il mare, eravamo soli dentro una foresta... e non passava nessuno, giustamente!
Avevamo montagne a destra e sinistra ed eravamo nella gola dei Waitakere Ranges.
Ci siamo fermati un attimo disperati credendo di aver sbagliato strada... e l'unica possibilita' era rifare la spaventosa salita! No, col piffero. Io mi accampo qui piuttosto.
Vedo un Rascal con una tavola da surf che spunta dal finestrino e un tizio con la barba sorridente... evviva un cannaiolo *_* allora ci siamo! Andiamo avanti, chiediamo ad altri due elementi simili e arriviamo nel parcheggio piu' orrido di tutta la Nuova Zelanda.
Cacche di cane, una puzza  di gabinetto terribile... vergognatevi turisti :( E non si vedeva ancora la spiaggia... ero tristissima e delusa. 
Comunque siccome tutti quelli con la muta e le tavole da surf andavano verso destra noi siamo andati a sinistra. Ecco un cartello di legno con scritta "beach"... ok, la strada e' giusta, ma si cammina un'altra mezz'ora nella foresta dove quasi il cielo non lo vedi... boh, continuiamo ragazzi forza!
Finalmente si aprono le dune...
Incontriamo una ragazza che si dirige alle cascate, e una signora che armeggia con un secchio vicino a una pozza piena di girini.
Poi esausti... ecco la speranza *_*


Da bravi italiani gridiamo: IL MARE!!! 
Tanto non ci sente nessuno... forse qualcuno lassu'?


Sabbia nera, calda e luccicante... e questo mare che non arrivava piu'. 
Puo' sembrare vicino dalle foto, ma non arrivava piu' davvero...


Ci siamo sentiti liberi.
Quel giorno si erano spezzate definitivamente le ultime catene che ci tenevano legati in modo sbagliato all'italia. 
Il passato cominciava ad essere solo passato.


Sapete... tutte le persone che incontriamo e che cercano di dirci che siamo sbagliati, che abbiamo fallito... alla fine non possono impedirci di trovare la nostra strada. 


Qualunque essa sia