lunedì 13 ottobre 2014

#Indietro nel tempo - Il giorno della partenza


DUBAI
Era una serata tiepida di Novembre a Milano. Da Bovisa abbiamo preso il Malpensa Express, pieno di pendolari che stavano tornando a casa dal lavoro. Cercavamo di parlare del piu' e del meno, anche se di li' a ore non ci saremo rivisti per anni. Accade raramente che nella mia famiglia ci si racconti dei propri sentimenti, per discrezione e rispetto.
Mi ricordo che in aeroporto ci siamo fermati a chiaccherare con il ragazzo che impacchetta le valigie nella plastica verde. Aveva detto a mia figlia: "studia, altrimenti finisci come me." Io gli ho risposto che faceva un lavoro che gli invidiavo. Non sapeva quante volte avevo cercato un impiego a Malpensa senza risultato. E quella sera l'avrei buttato da parte rubandogli la giacca mettendomi ad avvolgere milioni di valigie piuttosto che partire. Ma non succedeva niente.
Tranne lui... quel maledetto tempo che Stephen Hawking ha compreso nel profondo, continuava dannatamente a scorrere.
Ricordo ogni secondo, ogni millesimo di secondo. Ho dimenticato tanti momenti nella mia vita, ma quelle ore non le dimentichero' mai. Non riesco a parlarne con nessuno. Non riesco a dire di quando ci siamo salutati. Persino trascrivere mi blocca la gola e lo stomaco. 

Poi l'aereo si e' alzato nel cielo nessuno sapeva piu' chi eravamo. Una signora a fianco beveva vino rosso sdraiata su tre sedili. Vivi si guardava l'Era Glaciale 4 con la copertina viola dell'Emirates, mentre io venivo trascinata nel vortice di rabbia che mi prende ogni tanto contro la mia Patria.
Sei ore di volo ed ecco Dubai. Un posto sconosciuto che mi ha messo a disagio, dei biscotti al cioccolato, e quel nodo allo stomaco che non si scioglieva piu'. Povera piccola Ale... torni bambina proprio adesso?
Poi un eterno volo di 18 ore verso Brisbane.

BRISBANE
Un signore anziano e' deceduto sull'aereo, si e' spento nel cielo... Siamo rimasti bloccati in Australia tante ore perche' e' successo su di un aereo Emirates ma in Australia, una situazione complessa. Viviana cominciava a stare male, io tremavo dalla fatica e dalle emozioni. Viviana stava sempre peggio, e per fortuna ci hanno messi in una sala d'attesa privata dove si e' ripresa. Come se non bastasse Brisbane-Auckland e' stato un incubo, abbiamo preso tantissimi vuoti d'aria e io temevo mi venisse un attacco isterico. Non mi sentivo piu' le gambe e Vivi dormiva sopra di me sudatissima, povera piccolina. Ero veramente a pezzi. Roberto invece il solito buddha.
Poi ad un certo punto, quando ero a un passo dal crollo totale il cielo si e' rischiarato, si sono aperte le nuvole ed e' apparsa Auckland, una meravigliosa creatura dell'oceano. 

E ho chiuso gli occhi.